La pesca a Bolentino si svolge prevalentemente con barca ancorata ad eccezione di alcuni tipi di prede specifiche, quali le Mormore e le Seppie, che è preferibile insidiare a scarroccio con lenza che tocca il fondo.
Possiamo dividere il bolentino in due categorie:
Sotto costa e media profondità.
Le zone migliori sono tutte quelle in cui il fondale ha dei punti di discontinuità, ad esempio buche, rocce, relitti. In questi punti si ha una maggiore concentrazione di pesce in quanto più ricche di larve, anellidi, crostacei e piccoli pesci che costituiscono la base della catena alimentare.

Nella pesca a Bolentino non e' possibile utilizzare il galleggiante, si deve pescare al "tocco", cioè avvertendo l'abboccata dalle vibrazioni trasmesse dalla canna. Per questo motivo è determinante che la canna e la lenza siano perfettamente equilibrate ed idonee al tipo di Bolentino praticato.
La canna deve essere sufficientemente flessibile per trasmettere tutte le tocche del pesce, ma non eccessivamente, per evitare che a causa della flessione indotta dal peso del piombo possa curvarsi oltre il massimo previsto dal costruttore, cosa che la renderebbe poco sensibile.
Analogamente la lenza deve essere invisibile e poco elastica, altrimenti non trasmetterebbe con immediatezza le tocche causando una ferrata in ritardo e quindi a vuoto.


Bolentino sotto costa
Fondale roccioso per Saraghi, Tanute, Dentici.
Misto­­/roccia e sabbia/fango per Triglie, Fragolini, Spinarelli e Orate.
Sabbia o fango per Fragolini, Seppie, Mormore e Sugarelli.
Le specie sopra elencate sono presenti in maniera omogenea, su tutto il territorio nazionale.
Date le dimensioni delle prede l'attrezzatura deve essere molto leggera. Canne flessibili, filo non oltre lo 0,30 e ami proporzionati.

 

Bolentino di media profondità
Si svolge a profondità comprese tra 25 e 70/80 metri, in prossimità di rilievi o di secche.
Le poste migliori sono le zone di sabbia o fango, con scogli sparsi nelle vicinanze, in cui si ancora la barca per pescare immediatamente sotto la caduta dello scoglio provando anche a metà e sulla sommità.
Naturalmente, oltre agli scogli sommersi, sono molto fruttuosi i relitti ed in generale tutte le variazioni batimetriche.
La preda per eccellenza è il Fragolino in quanto da inizio autunno fino a primavera ha l'abitudine di accostare in branchi molto numerosi, quasi sempre, affamati.
Le altre prede, minori in termini di catture, sono: Sgombri, Triglie e Orate.
Si pesca con attrezzatura media, due o tre ami, innescati con vermi e con esca bianca: Gambero, cannolicchio, seppia.

 

Bolentino di  profondità

Questo tipo di Bolentino viene praticato in  prevalenza  per  Occhioni e  Cernie che si trovano oltre i 100 mt, a volte fino a 700/800 mt.
Richiede:  imbarcazioni  di  buone dimensioni (le  poste di solito sono a  parecchie miglia dalla costa)  ed attrezzature  particolari in quanto, data la notevole  profondità, non e' possibile pescare con canna e mulinello.
La  pesca avviene calando e salpando la lenza con i salpabolentini  elettrici o con mulinelli elettrici.


Le esche
La scelta dell'esca, come si può facilmente intuire, è il punto più delicato che può compromettere la buona riuscita di una battuta a Bolentino.
L' efficacia di alcuni tipi di esca è strettamente legata ai luoghi dove si pratica il Bolentino, quindi se non si conosce a fondo la zona conviene utilizzare un'esca di impiego generale, che magari non sarà la migliore per il posto scelto ma mette a riparo da clamorosi “Cappotti”
Sicuramente , Americano e Koreano, Calamaro e Cannolicchio, saranno esche gradite alle specie catturabili con questa tecnica.


A scarroccio o ancorati ?
La pesca a Bolentino può essere svolta con barca ancorata o scarrocciando, cioè con l'imbarcazione libera di spostarsi secondo le correnti ed il vento.
A priori non si può stabilire quale dei due metodi fornisca il risultato migliore, ed inoltre la scelta è molto vincolata dalle condizioni del mare.
Scarrocciando ci sono più probabilità di incontrare il pesce, ma se il vento è eccessivo la velocità di scarroccio non è adatta alla pesca.
Viceversa, ancorando senza provare a scarroccio, si può avere la sfortuna di non trovare nulla e di doversi spostare.
A favore dell'ancoraggio, anche se non ci sono riscontri sicuri, molti sostengono che con barca ferma è più facile che si avvicinino pesci di taglia.
In definitiva, il sistema più produttivo, è di iniziare scarrocciando, vento e mare permettendo, e di marcare il punto sul gps appena si hanno delle tocche, in modo da potervi tornare appena lo scarroccio porta l'imbarcazione fuori dalla zona frequentata dal pesce.
Tornati sulla posizione marcata, si può decidere se tentare una nuova passata a scarroccio o se ancorare.

 

La pasturazione
La pasturazione (brumeggio) consiste nel disperdere in mare rilevanti quantitativi di esca a basso costo allo scopo di attirare i pesci in prossimità dell'imbarcazione.
La pasturazione si esegue mettendo, in un retino a maglie non troppo fitte, pezzi di pesce esca (le sardine sono le migliori).

Il movimento dell'imbarcazione causa la fuoriuscita di pezzetti di esca che diffondendosi in mare producono una scia odorosa che attira il pesce.
In alternativa si possono utilizzare sacchetti già confezionati contenenti Sarde tritate.
L'impiego della pastura non è sempre utile, infatti pescando in profondità si ha un beneficio molto limitato in quanto la pastura galleggia e si allontana molto rapidamente dal posto di pesca.

Al contrario, il brumeggio trova il suo impiego migliore nella pesca in superficie.
Ancorati si può tentare di pasturare nel punto di pesca facendo affondare il sacco della pastura zavorrato con un peso, ma il più delle volte il risultato è di richiamare la minutaglia che rovina l'esca e disturba il pesce di taglia o di allontanare il pesce dalle esche se la pastura cade lontano dalle nostre lenze.


Gli orari del Bolentino
Anche per questo argomento, come per l'ancoraggio, alcuni sono fanatici delle alzatacce e dell'inizio della pesca all'alba, altri arrivano sul posto quando il sole è alto.
In generale è difficile dare un suggerimento: Il pesce è molto imprevedibile, o meglio, si comporta secondo stimoli e motivazioni che conosciamo solo superficialmente.

Comunque, la prova dei fatti, evidenzia alcune condizioni:
Le abboccate sono più frequenti con il sole alto o verso l'imbrunire.
Il periodo migliore è legato alla fase di marea, in particolare da 1 ora prima dell’acme di alta a 1 ora dopo, con preferenza per la fase di stallo.
Le abboccate diminuiscono se la corrente è eccessiva, quindi i periodi migliori sono a cavallo delle fasi di marea con livelli contenuti.
Le condizioni migliori si hanno dopo una mareggiata, con pressione in risalita e quando le acque si sono schiarite.


La lenza morta
La "lenza morta" è una canna che viene lasciata pescare per suo conto.
Può essere senza piombo, quindi avrà un affondamento molto lento e limitato, o con piombo che la farà pescare a fondo.
La frizione del mulinello dovrà essere completamente aperta se si pesca senza piombo o poco serrata, in modo da concedere filo se il pesce abbocca se posizionata a fondo.
Il suo impiego migliore è nella pesca con barca ancorata, nella pesca a scaroccio può essere comunque utilizzata ma con la frizione serrata in modo da non concedere troppo filo.

In questo caso le abboccate saranno segnalate dal movimento del cimino.
Anche se può sembrare difficile si verificano situazioni in cui pesca meglio la lenza morta della canna che abbiamo in mano. 

Abbiamo fatto soltanto un riassunto della tecnica. Se vuoi informazioni più dettagliate vieni a trovarci sul nostro forum...

 

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